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Ermanno Cribari

   Ermanno Cribari si è formato attraverso un percorso assai variegato. Laureatosi in filosofia con il massimo dei voti, ha lavorato per qualche lustro nel campo dell'informatica. Amante della lettura, sin da piccolo si è nutrito con oltre millecinquecento libri, esercizio attraverso il quale ha ricevuto il dono, dicono, del "sapere scrivere". Ha collaborato con diverse testate giornaliste e molti sono stati i suoi interventi in trasmissioni televisive in qualità di esperto. Numerosi pure i suoi interventi pubblici in convegni e tavole rotonde. Ermanno Cribari ha incontrato nel suo percorso di studio e di lavoro Maestri, luminari di diversi saperi, da cui, ascoltando, ha abbracciato mondi e culture fra loro distanti.

Ha insegnato in corsi formativi e master universitari. Nella sua attività lavorativa si è occupato di comunicazione istituzionale, di turismo, sanità e marketing territoriale, collaborando con aziende leader in ciascun settore. Gnoseologicamente è un socratico convinto; ama definirsi un "operatore di speranza" e un generalista. Sostenitore convinto della rete e della solidarietà come ineludibili basi da cui partire per concretare efficaci azioni evolutive, da tempo si dedica alla produzione di complessi e ambiziosi programmi di sviluppo territoriale. E' un esperto generalista della Dieta Mediterranea. Già accademico ordinario dell' Accademia Alimentare Italiana. Ha fatto e fa parte di Istituti, Associazioni e Fondazioni. Creativo, capace di dirigere un progetto e le sue risorse, ha dimestichezza col problem solving e il coaching.
Oggi si dedica a tempo pieno alla realizzazione di innovativi servizi da offrire ad utenze differenziate.
Ama le radici della Storia e degli alberi.

Curriculum Vitae

 

ioErmanno è un prete spretato, chiesa sconsacrata. E' un benpensante, un moralista smodato. E' un generoso, è accomodante, si, no, forse. E' aperto, sì, ma c'è il doppio strato. Va scartato come una caramella. E' un peperone ripieno, una spuma di patate. Non chiedergli di essere qualcuno, sarebbe troppo. Non puoi pretendere che sia sempre uno, sarebbe troppo poco. Ermanno è una pessoiana sola moltitudine, è un libro dell'inquietudine, e, sempre in Fernando Pessoa, già che ci siamo, potrebbe essere pure un poeta fingitore. Pungitopo, fusciacca bicolore, è un pescatore di asterischi, uno sgattaiolatore professionista, un affettuosissimo compagno. Il guaio di Ermanno, anzi degli altri, di noialtri, è che non puoi smettere di volergli bene, nemmeno quando ti fa incazzare. Nei suoi movimenti è come stesse sempre fermo, lì per te. E stando fermo lui sempre si muove, per te. Insomma ti prende pure in giro, ma lo sa fare; quando non ti prende in giro è un signore quadrato, anche rettangolare, ma visto di sguincio, f orse romboidale. Ermanno non ha pazienza, è aggredito dalle voglie più voluminose, è profondo come un geyser e malmostoso come un lago. E' un Mont Blanc, sotto la panna c'è la castagna; un virtuoso del dribbling non secco, un dribblatore temporeggiatore, u n ciondolante Garrincha, o più probabilmente un Marocchino. Ermanno non ha senso della misura. Se ami i fiori trasferisce da te tutti i fiorai; da solo non riesce a dormire, gli basta il tempo di morire e le sue mani come vedi non tremano più e basta con l e canzoni, specie se di Battisti, sennò va troppo in brodo di giuggiole. Ermanno ama le radici degli alberi e della storia. Ha uno sguardo malinconico sulle cose, ma lo veste e traveste, e spesso gli riesce. E' un equilibrista della nostalgia, un giocolier e del bianco & nero, un pattinatore sullo sdrucciolevole precipizio della memoria... Gianluca Veltri